Ciclabile del Danubio in solitaria (by Franco)

DA PASSAU A VIENNA CON I PATTINI LUNGO LA CICLABILE DEL DANUBIO

Salve a tutti, vi volevo raccontare di questa mia piccola vacanza divenuta per me un grande viaggio.

Tutto nasce da un’idea e da una sfida.
L’idea è provare se è possibile fare del roller-turismo portando i bagagli in spalla e facendo un percorso significativo: un vero piccolo viaggio. La sfida è trovare il mio limite: capire per quanto posso pattinare.
Il programma è semplice: da Passau a Vienna, 330 km lungo la ciclabile del Danubio con 7 giorni a disposizione di cui 5 “pattinabili”.

Da subito le cose non sono facili: un teso vento contrario e un tracciato inizialmente collinoso e parzialmente stradale mettono subito alla prova le gambe e le spalle, i 10 kg di bagaglio si fanno sentire. Vado avanti con l’idea di arrivare per la sera nella zona di Linz a 90 km dalla partenza. Il percorso è misto, sia come dislivelli che come tipo di asfaltatura. Faccio alcuni cambi di sponda con dei simpatici traghettini per percorrere le zone che la mia guida consiglia come le più belle. Alcune veloci soste per mangiare e rifornirmi di acqua e alla sera passo Linz e pernotto a Steyeregg. Totale della giornata: 110 km, in perfetta media con i 3 giorni che mi proponevo come obiettivo.

Alla mattina del 27, dopo un lungo sonno ristoratore e dopo avere affrontato la battaglia della “fruhstuck” (la mitica colazione austriaca) faccio la conta degli acciacchi: le situazioni peggiori sono per le spalle e per la caviglia destra; alle 9 riparto. Il vento purtroppo non è calato e decido di concedermi una tappa leggera per consentire al mio fisico di riprendersi un pochino dalla faticata di ieri. Il percorso non è sempre pianeggiante in quanto la ciclabile di tanto in tanto si stacca dall’argine e ci porta a “visitare” alcuni paesini sulle colline circostanti. Faccio molte soste, nonostante le gambe non diano segno di cedimento, perché devo pensare anche ai piedi e alla schiena. Attraverso dei posti meravigliosi con dei tratti di asfalto sublime e altri meno belli o con asfalto più… “problematico”. Pernotto a Freyenstein con il risultato di 65 km fatti e energie recuperate. I 155 km che mancano però mi impongono di accantonare l’ipotesi dei tre giorni e di puntare ai 4.

Alla mattina del 28 parto senza più alcun problema fisico se non un dolorino residuo alla caviglia sinistra e subito ho la gradita sorpresa che il vento è calato. Il tracciato non è dei migliori: si alterna una liscia ciclabile, vicina però ad una strada molto trafficata, a delle incursioni nei paesini dei dintorni. Questi graziosi “dorf” sono sempre su una collinetta, per raggiungerli devo fare un percorso stradale di pessima qualità e hanno sempre un centro storico più o meno grande ricoperto da mattonelle assolutamente “impattinabili”. Finalmente dal pomeriggio la ciclabile si distende lungo il Donau, la strada si allontana e si percorrono posti incantevoli.

Alle 19 ho fatto 90 km e me ne mancano 65. Un’idea assurda comincia a frullarmi nella testa, ci penso un po’ su e poi decido: proseguo! Mi rifornisco di acqua, mangio qualcosa e dopo aver assistito ad un magnifico tramonto riparto. La ciclabile ora è magnifica: corre stretta tra il Danubio sulla sinistra e la foresta sulla destra. Fortunatamente la luna quasi piena fa un’ottima luce, ma quando la ciclabile devia di lato e si infila tra gli alberi, allora non filtra più nulla e in alcuni tratti in discesa sono costretto a spezzare la magia del buio che mi avvolge accendendo la mia inseparabile frontale. Sarà stata la solitudine, saranno stati i rumori invadenti e a volte inquietanti della foresta ma qualche momento del “ma chi me lo ha fatto fare” l’ho avuto. Le gambe comunque reggono e alle 4:30 del 29 ai primi chiarori dell’alba conquisto Vienna. 3 giorni, ce l’ho fatta!

 

Bilancio complessivo più che positivo, certo non bisogna essere troppo delicati rispetto alla qualità “pattinatoria” delle superfici ma i posti sono quasi sempre molto belli, e poi …. si pattina, si pattina, si pattina.

 

Grazie per aver letto questo mio racconto, chiunque volesse informazioni più dettagliate su questa esperienza può tranquillamente contattarmi tramite e-mail (franco.saveri@capfvg.it).

 

Saluti a tutti e…. la prossima magari la facciamo in compagnia?

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Una risposta a Ciclabile del Danubio in solitaria (by Franco)

  1. Marta scrive:

    Ciao!
    Mi chiamo Marta, ti scrivo da una piccola città del Lazio che si chiama
    Rieti.
    Ho letto il tuo post sul sito del Gruppo Roller di Udine, circa il giro che
    hai fatto da Passau a Vienna. Anche io sto programmando di fare la stessa cosa
    e leggere il tuo racconto mi è stato utile , poichè la mia preoccupazione era
    quella che il fondo fosse troppo disastrato ;)
    Anche io, come te, andrò sola…( ci credo chi ci viene! ahahahaha) e leggere
    di qualcuno che già c’è stato mi “aiuta” .
    Da quello ceh si può vedere facendo una ricerca preliminare sembrano posti
    bellissimi e questo dovrebbe ricompensarci della fatica, giusto? Credo di
    portare con me i bastoni da Nordic Walking o quelli da fondo per aiutarmi nella
    spinta qualora dovessi incontrare dei dislivelli…insomma per una ragazza (
    che è pure un po’ tappetta) , potrebbero tornare utili! :)
    posso chiederti un favore? mi sapresti dire in linea di massima quali sono
    state le tappe che hai effettuato? cercando su internet è difficile da
    stabilire , perchè in genere quelli sono itinerari che si fanno in bici e
    quindi i percorsi sono ipotizzati per le esigenze dei ciclisti, forse nel caso
    dei “roller turisti” le cose cambiano un po’…
    grazie mille e soprattutto sportivissimi saluti!
    Marta

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